IV Domenica
del tempo ordinario (anno A)
Mt 5,1-12a
Beati. Le beatitudini sono date per avere occasione di gioia. Mentre per il mondo queste condizioni diventano occasioni di guerra, per i discepoli di Gesù sono fonte di gioia. Spesso sono legate a forme espressive passive che indicano un’azione ricevuta da Dio. Beati perché… saranno, riceveranno, ecc.
Come facciamo a trovare la strada delle beatitudini? Il segreto è stare vicino a Lui come i discepoli.
Beati i poveri in spirito. Lo Spirito è come l’ossigeno e la povertà indica che c’è il bisogno della vita da qualcun altro.
Beati i misericordiosi. Per avere misericordia devo riceverla.
Beati gli operatori di pace. Non basta la preghiera per la pace. Essa è necessaria ma deve essere accompagnata dalle opere di pace, dalla volontà di costruire la pace autentica. La fede senza le opere è morta.
Beato chi ha fame e sete della giustizia. Per ben due volte la giustizia appare nelle beatitudini. Gesù da ad essa una grande importanza.
Beati i poveri in spirito. Vivere la povertà significa vivere la condivisione vincendo in se stessi la brama del possesso.
Beati i miti perché erediteranno la terra. Questa beatitudine è il contrario della logica di conquista dei grandi popoli.
Vedendo le folle. Gesù vede le folle, ma in alto vengono solo i discepoli. Egli sta seduto e insegna un ammaestramento rivolto ai discepoli, cioè a coloro che in forza della sequela si distinguono dalle folle.