N. S. Gesù Cristo
Re dell’universo (anno C)
Lc 22,35-43
Proviamo ad immedesimarci nella scena del Vangelo che mostra la reazione diversa di tante persone che stanno sotto la croce. In quale categoria ci identifichiamo? Testimoni di fede? Incapaci di riconoscere i segni? Provocatori di Gesù? Lo accusiamo? Professiamo la fede? Restiamo indifferenti?
Il popolo guarda, i sacerdoti attendono la salvezza fisica, i soldati dicono a Gesù di fare giustizia da sé visto che è il Re, il primo ladrone che lo vede come Cristo non lo riconosce come Salvatore. Solo il buon ladrone lo vede come il Figlio che salva.
Salvare. In questo Vangelo c’è come una progressione nel chiamare in causa la salvezza e sempre fatto in tono provocatorio. Ha salvato gli altri, salvi se stesso dicono i capi deridendo Gesù. Salva te stesso se sei il Re dei Giudei aggiungevano i soldati anche loro deridendo il Salvatore. E infine il ladrone: salva te stesso e noi!
Gesù prende sul serio queste provocazioni e accuse che gli vengono fatte, anche perché è venuto in mezzo agli uomini proprio per salvarli. Prende sul serio le parole confuse degli uomini perché veramente li salva come solo Dio poteva fare: attraverso l’amore che si dona.
Riconosco nella mia vita che la salvezza di Gesù passa per altre vie rispetto a quelle che io mi aspetto? A volte nella vita non riusciamo a vedere oltre il fatto materiale, a capire quello che Gesù già sta facendosi salvifico in mezzo a noi.
Io forse sarei stato come i soldati chiedendo a Gesù di scendere per farmi credere.
Salva te stesso viene detto tre volte come le tentazioni nelle quali il Signore risponde con la Parola. Qui invece non dice nulla ma risponde con l’offerta della vita.
Oggi sarai con me. Gesù lascia parlare tutti e guarda la sincerità del cuore. Vede la retta intenzione del buon ladrone.
In questa scena nessuno riesce a vedere oltre la morte di Gesù il suo amore, eccetto il buon ladrone.
Mi fa pensare alla misericordia di Dio che sempre e in qualsiasi momento può accadere. Gesù è sempre pronto a donare misericordia.
Il buon ladrone ha capito che il regno non è quello imposto sulla giustizia umana, ma quello donato nell’amore.
Il primo ladrone. Il ladrone muore solo, senza la solidarietà di chi muore con lui. C’è una forma di egoismo che non si apre al dono della solidarietà
Ricordati di me. Il desiderio di essere ricordati e la paura di essere dimenticati. Queste due cose sono presenti nella mia vita. Il ricordo è ciò che rimane nella mia mente e si proietta verso il futuro: non dimenticarmi, ricordati di me!
Il popolo stava a vedere. La folla nel vangelo di oggi è muta. In altre circostanze esalta Gesù e in altre lo condanna. Qui è muta. Forse in certi momenti anch’io sono così.
Non hai nessun timore? Il buon ladrone fa notare all’altro che non ha proporzione nel giudicare le cose, cioè non ha timore di Dio nei confronti di Colui che non ha fatto nulla. Io ho questo timor di Dio?