XXVIII Domenica
del tempo ordinario (anno C)
Lc 17,11-19
La liturgia della Parola di questa settimana continua a farci meditare sul tema della fede. Se in precedenza l’evangelista Luca mostrava questa virtù necessaria per vivere il perdono verso il fratello e per esercitare la propria vocazione, in questa domenica la presenta nel suo risvolto salvifico. Il tema sarà centrale anche nella prima lettura tratta dal secondo libro dei Re, nel quale Naamàn il siro per ottenere la guarigione dovrà scendere per fede 7 volte nel Giordano, e nella seconda lettura nella quale san Paolo scrivendo a Timòteo gli dice che “questa parola è degna di fede”.
Si fermarono a distanza. Gesù incontra 10 lebbrosi che si fermano a distanza, non possono avvicinarsi. E’ questa una legge imposta dalla società ebraica per impedire il contagio della lebbra.
Mentre essi andavano, furono purificati. C’è subito una cosa strana. I lebbrosi prima ancora di essere guariti vanno verso i sacerdoti, cosa che potevano fare soltanto se erano stati guariti. Invece per fede si mettono in cammino e per fede vengono guariti.
la tua fede ti ha salvato. Tutti e dieci i lebbrosi ricevono la grazia della guarigione, ma soltanto uno entra in una relazione salvifica con Dio, rendendo gloria a Dio per quello che Gesù aveva compiuto. A volte rischiamo di dare per scontato che Dio ci faccia una grazia.
Non basta la salute fisica, occorre la fede che ci porta fuori da noi stessi per dare gloria a Dio. Il cuore di tutto è la fede che salva e che dà gloria a Dio.
E gli altri dove sono? Emerge il tema dei pochi. Solo uno ritorna salvato. Forse la sua salvezza aiuterà anche gli altri. Solo Dio conosce veramente i cuori.
Tuttavia nell’atteggiamento di questi nove c’è una contraddizione: la grazia della guarigione ricevuta che non si trasforma in grazia. E’ come che i nove che non ritornano pensano che quella grazia gli sia dovuta.
Anche nelle cose quotidiane può succederci che diventiamo brontoloni senza renderci conto delle piccole grazie che Dio continuamente ci fa. Preferiamo sempre vedere quello che non va.
E se la grazia non dovesse arrivare? Nel momento in cui chiedi una grazia e questa non arriva sono in grado di mantenermi nel rendimento di grazie a Dio e nella strada della salvezza? Capisco che in quella croce c’è la strada della mia salvezza?
Preghiera. Questa parola mi fa pensare al mio modo di pregare. Agostino tra le varie preghiere da fare parla di quella di lode perché a questo siamo chiamati. Imparare a ringraziare anche per la grazia della salvezza e di misericordia e imparare a ringraziare anche per i peccati che non ho commesso per mezzo della sua grazia.